Asp: intasca 2 milioni medico sotto processo. Sospeso Raffaele Miceli

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Il dirigente medico è partito con 162 mila euro nel 2002 ed è arrivato ad incassare 388 mila euro nel 2006. In tutto l’ammanco per l’Asp è stato di 1,9 milioni per le perizie che sarebbero state fatte tra Catanzaro, Lamezia e Vibo Valentia. Fin qui la contestazione del reato di peculato di cui si discuterà davanti al collegio del Tribunale.
Ma c’è di più. Perchè Raffaele Miceli è accusato anche di assenteismo. Dal 2006 al 2011 «occultava la sua assenza dal servizio istituzionale al fine di svolgere attività extraistituzionali durante l’orario di lavoro, ingannando l’Asp di appartenenza ed arrecando un danno patrimoniale al bilancio aziendale». Che la procura ha quantificato in 51 mila euro.
Ma altri 50 mila euro il medico avrebbe incassato ingiustamente perchè «taceva maliziosamente di svolgere attività libero professionale sia intramoenia cosiddetta allargata, sia altre attività a pagamento e non rientranti nell’attività libero professionale intra-muraria, e induceva im errore la propria amministrazione». Da qui i reati di truffa e falso. Il Pm contesta al medico la differenza tra quanto percepito mensilmente in regime di esclusività e quanto in quello di non esclusività. Anche questa volta il conto è salato: altri 50 mila euro.
«Queste cose reboanti non giovano ad alcuno», commenta lapidario l’avvocato Salvo Staiano del foro catanzarese, legale del medico. (Gazzetta del Sud – V.le)