Il Movimento cittadino Labor pone l’accento sulla recente questione della stazione ferroviaria e del carcere lametini:

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Anche la paventata chiusura della casa circondariale rappresenta un ulteriore smacco per la terza città della Calabria, considerato che oltre ad un impoverimento strutturale, Lamezia subirà grossi ridimensionamenti in termini occupazionali e di circuiti di ritorno economici. Si difendano a grido i lavoratori lametini e le risorse economiche che le strutture ancora presenti richiamano dall’esterno.  Si decida, una volta per tutte, se si vuole lasciare Lamezia nel suo status di grande paese o la si vuole trasformare in una vera città a carattere metropolitano e a valenza regionale, difendendo quantomeno ciò che si ci vuol togliere e attuando progetti di grande e lungimirante sviluppo”.
Ancora una volta, dunque, la dirigenza Labor si rivolge alla classe politica amministrativa della città, dai semplici consiglieri comunali a tutti i parlamentari lametini, chiedendo con forza di mettere in atto ogni procedura possibile, nell’ambito delle proprie specifiche funzioni istituzionali, per ridare dignità e storia ad un territorio quasi sempre mortificato da iniziative governative atte a penalizzarne incremento e crescita. “Si difenda almeno ciò che ci rimane” commentano i leaders di Labor “ perché siamo consapevoli che la partita si giocherà, almeno in parte, sulla centralità regionale e mediterranea del nostro territorio, in cui agricoltura, turismo, cultura, attività produttive, trasporti, portualità e green economy potrebbero costituire un mix di sviluppo da cui ripartire in maniera seria. Ma per fare questo il nostro territorio va innanzitutto salvaguardato e tutelato, soprattutto da tutte quelle azioni dannose atte ad  impoverirne la funzionalità, la centralità e la perdita di luoghi e spazi, istituzionali e non, collettori di sviluppo e di partecipazione alla vita civile e democratica”.