San Giovanni in Fiore, graduatoria formazione: Sapia e Melicchio (M5S) chiedono conto “agli accoliti del governatore Oliverio”

San Giovanni in Fiore – «È l’ennesima presa per i fondelli da parte degli accoliti del governatore Oliverio la graduatoria, appena pubblicata, per formazione all’impresa finanziata dalla Regione Calabria e destinata a 230 residenti nel Comune di San Giovanni in Fiore». Lo affermano, in una nota, i deputati M5s Francesco Sapia e Alessandro Melicchio, che accusano: «Nello specifico il Comune di San Giovanni in Fiore ha perso due anni di tempo col pretesto che la graduatoria dovesse uscire dalla Procura di Cosenza e dalla Guardia di Finanza, chiamate soltanto a individuare eventuali illeciti. Alla fine, dopo questa scusa pinocchiesca il municipio ha creato una nuova guerra tra poveri, escludendo soggetti in grave difficoltà economica e con grossi disagi familiari». «Troppo spesso – continuano i parlamentari 5stelle – il sistema politico ha sfruttato la disoccupazione, la precarietà e la fame dei calabresi, intervenendo con misure temporanee al solo scopo di fabbricare voti e creare dipendenza. I vari governi regionali non hanno mai considerato a fondo le necessità delle aree interne della Calabria e in particolare di San Giovanni in Fiore, che è il comune montano più popolato d’Europa e che, pur esprimendo il presidente della Regione, continua a essere terremotato per la sanità, i servizi e l’economia». «Per altro verso – attaccano i parlamentari 5stelle – il centrosinistra sangiovannese, sempre succube di Oliverio, è stato celere a declassare il municipio, a consentire lo sfruttamento di beni comuni da parte di privati e ad affidare consulenze per direttissima, al fine di avvantaggiare amici, tesserati di partito e sostenitori elettorali dell’attuale governatore». «Urge – concludono Sapia e Melicchio – che la giunta del sindaco Belcastro riferisca sulla graduatoria, che gli eletti locali e regionali considerino la gravità dello spopolamento in atto a San Giovanni in Fiore e rispondano al Comitato cittadino per il lavoro dignitoso, da troppo tempo in attesa di sapere se verranno finanziati i progetti di lavoro già proposti».